lunedì 14 luglio 2008

Coca-Cola: è solo una bevanda?

Partiamo da qui: dal Marchio per eccellenza. Dal simbolo Coca-cola. E' solo una bevanda? Ecco cosa si legge su Wikipedia:

Il celebre logo della Coca-Cola, il più noto al mondo, fu creato con scarsa attenzione nel 1886 dal contabile dell'azienda, Frank Mason Robinson, che fece solo alcuni piccoli ritocchi alla scritta, utilizzando come base il carattere Spencerian Script, che in quel tempo, negli Stati Uniti era fra i più comuni ed utilizzati.

Si lega a questo logo una leggenda metropolitana che si è diffusa piuttosto rapidamente nel mondo: sembra che osservando la scritta Coca-Cola allo specchio sia possibile interpretare l'immagine come una frase in lingua araba che recherebbe un messaggio contro la cultura islamica, "No a Maometto, No alla Mecca". In realtà è improbabile che al momento della creazione di questo logo, quando ancora non esisteva la multinazionale The Coca-Cola Company e nessuno si sarebbe aspettato il successo a livello mondiale che la bevanda avrebbe riscosso, si pensasse di inserire un simile messaggio all'interno del celebre logo. Anche il Grand Mufti Sheik Nasser Farid Wassel, importante figura religiosa egiziana, ha commentato questi fatti facendo notare come questo marchio fu scritto in caratteri latini e non arabici più di un secolo fa; è dunque una voce che ha soltanto danneggiato la multinazionale, con un forte calo delle vendite registrato in alcuni paesi islamici.





Secondo quanto scrive Eugenio Buzzetti (IlGiornale): "La polemica non è nuova: ha ripreso a girare con frequenza nelle ultime ore sul sito di social networking Facebook. Tornano le teorie del complotto attorno al celebre marchio americano, fomentate dagli islamici più radicali [...] "Lo scorso anno, una nuova accusa è piombata sulla bibita americana: è alcolica, quindi non in linea con i principi dell’islam. Sul sito «Quibla» è riportata una nota ufficiale della società: «Vi confermiamo che le bevande rinfrescanti senza alcol possono contenere piccole tracce di alcol provenienti dagli aromi utilizzati». La Coca-Cola specifica che si tratta di una percentuale minima: soltanto 1,2 gradi, ovvero la «soglia legale per le bevande senza alcool». Non basta e per i fondamentalisti islamici bisogna boicottare la bibita. Su Internet invitano alla mobilitazione: «Che i più responsabili avvertano le loro famiglie, gli amici, le moschee, tutti i venditori di kebab e le macellerie islamiche». Per la bevanda più diffusa al mondo, ma anche per le altre del gruppo come Fanta e Sprite, non c’è pace: la Coca-Cola resta un nemico, il simbolo dell’occidente consumista e infedele. Non importa che sia venduta nei mercati di tutto il Medio oriente come in qualsiasi altra parte del mondo, o che abbia superato, come spiega la società, i «controlli rigorosi da parte del governo e delle autorità sanitarie di ogni Paese in cui i nostri prodotti sono commercializzati». I più intransigenti hanno addirittura ipotizzato la presenza di marijuana nella composizione segreta della celebre bevanda".

Ovviamente la folla dei complottisti è sempre numerosa e indomabile. Prima o poi, partendo dalla Coca-cola, arriveranno a spiegare gli attentati dell'11 settembre, l'Olocausto e chissà cos'altro ancora. Qual è la ragione che spinge alcuni individui a preferire sempre e comunque il complotto, le dietrologie, l'oscurità delle supposizioni piuttosto che la realtà? Io penso che la Coca-cola sia stata davvero un'invenzione straordinaria, con tutte le sue contraddizioni e i suoi lati negativi, ma comunque è e rimarrà una genialata. E' o no un motivo in più per rallegrarsi per il semplice fatto di essere nati dopo il 1886? L'anno zero dei complottisti.




4 commenti:

jessica ha detto...

fiko sto blog...ma ki l'ha fatto? hehe

rebecca ha detto...

W gli Stati Uniti!!

bin laden ha detto...

presto prenderò
possesso del tuo blog!!

MiRiè ha detto...

Fichissimo questo blog..complimenti al mio cognatino..hai avuto proprio una bella idea..ciaooo..baci..